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30/03/2026 - 16:39
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Il progetto, guidato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, coinvolge Cineca, IIT, Eni e 15 partner industriali con l’obiettivo di potenziare la rete del supercalcolo e favorire le applicazioni e la protezione del phigital, la nuova realtà derivante della crescente integrazione tra mondo fisico e digitale.
Leonardo, con il suo HPC (High Performance Computing) è al centro di un ambizioso progetto che ridisegnerà l’infrastruttura dei servizi digitali italiani.
Si tratta di una rete nazionale di cinque supercomputer che si coordineranno tra di loro per estendere la capacità di cloud e assicurare un deciso aumento della velocità di elaborazione dei dati, fattore determinante per garantire maggiore sicurezza a tutti i digital service nazionali.
La rete dei supercomputer, oltre a focalizzarsi sul mantenimento e il potenziamento delle infrastrutture Hpc, opererà anche per lo sviluppo di nuove potenzialità del digitale in dieci aree di applicazione differenti tra cui: clima, salvaguardia del territorio, spazio, ingegneria, scienza dei materiali, laboratori di medicina di precisione, mobilità e smart city.

L’alleanza è finalizzata a garantire una protezione completa al continuum digitale, così definito da Carlo Cavazzoni, Senior Vice President of Cloud Computing e responsabile del Leonardo Lab dedicato all'HPC. “Il reale è sempre di più permeato dal digitale. Il processo di integrazione crescente tra queste due dimensioni crea un tutt’uno, un continuum appunto – spiega Cavazzoni – particolarmente stretto nell’ambito lavorativo e di business. In questo contesto, la salvaguardia del dato assume una rilevanza strategica, indispensabile per garantire l’estrazione di valore del dato derivante da una sua corretta e sicura gestione”.
eventi di sicurezza monitorati al secondo dal Global Security Operation Centre (SOC)
indicatori di compromissione monitorati ogni anno dal Global Security Operation Centre (SOC)
sale di controllo e 50.000 terminali gestiti per le comunicazioni sicure delle forze di polizia italiane
paesi nel mondo utilizzano i sistemi per le comunicazioni critiche di Leonardo
“Il dato raccolto nel mondo reale e trasposto nel digitale rappresenta la nostra identità – continua Carlo Cavazzoni – ogni individuo, nel mondo digitale, trova la propria rappresentazione nei dati e la loro gestione è in grado di alimentare un business di crescenti dimensioni. Non a caso, è giusto affermare come il dato sia il petrolio del futuro. E alla stregua dell’oro nero deve essere raffinato, trasformato ed elaborato rendendolo fruibile attraverso le interfacce digitali, come ad esempio le app che utilizziamo quotidianamente. Questa catena molto complessa che, partendo dal reale, porta al digitale per giungere poi al cloud deve essere adeguatamente protetta. Nel mondo reale abbiamo bisogno della banca e del caveau per mettere al sicuro i beni preziosi. Analogamente, nel mondo digitale, necessitiamo della cyber-sicurezza per proteggere i nostri dati”.
Nel 2021 gli attacchi cyber gravi sono aumentati del 9,3% rispetto all’anno precedente*, con un costo globale stimato in 6 trilioni di dollari**. Il Global Security Operation Centre (SOC) monitora 115.000 eventi di sicurezza ogni secondo, con 500.000 miliardi di operazioni processate per scopi di cyber intelligence.
Dati di tale rilevanza impongono da un lato investimenti crescenti in tecnologia e competenze, e dall’altro un nuovo approccio culturale che includa una maggiore attenzione alla gestione del dato, troppo spesso lasciato sul web senza adeguata protezione.
La rete nazionale dei supercomputer mira a raggiungere questi obiettivi aumentando la potenza di calcolo complessiva e raccordando la strategia nazionale in senso ancora più sinergico. Il progetto prevede una capacità di calcolo inziale di 300 petaflop, ovvero 300 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Il gruppo Leonardo gestirà 5 petaflop con il supercomputer davinci-1. La piattaforma integrata di supercalcolo e cloud computing, in grado di coniugare flessibilità e potenza di calcolo, consente l’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale come il deep learning, di modelli numerici avanzati come i Digital Twin, e il calcolo delle innumerevoli interazioni tra i dati generati (data analysis e big data). Per tutti i supercomputer impiegati nella nuova rete nazionale è in previsione nei prossimi mesi un cospicuo upgrade, che per il davinci-1 di Leonardo dovrebbe far arrivare capacità di calcolo a 25 petaflop.
server
installati presso Torre Fiumara a Genova
milioni di miliardi
di operazioni al secondo
milioni
di gigabyte di memoria
ricercatori
impegnati al suo funzionamento
Tra i più potenti HPC del settore AD&S a livello globale
La proposta della Fondazione italiana dei supercomputer è stata depositata dalla cordata di enti e imprese in risposta ad un bando del Ministero dell’Università e Ricerca, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che stanzia risorse tra i 300 e i 400 milioni di euro per la creazione di un Centro nazionale Hpc, big data e quantum computing, dedicato a simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni.
All’iniziativa hanno aderito i principali soggetti pubblici e privati del settore, che saranno coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Tra questi: Cineca, IIT– Istituto Italiano di Tecnologia, Eni e altri importanti partner industriali tra i quali figurano anche Autostrade, Fs, Engineering, Thales Alenia Space, Fincantieri, Terna, Sogei, Humanitas, UPMC, FIU, IFAB, Intesa Sanpaolo e Unipol Sai.
* Clusit
** Cybersecurity Ventures
2026-03-30T14:55:34Z
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